In occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, pubblichiamo l’intervista a Lara Marzia Stilla, il cui percorso professionale testimonia le opportunità di crescita offerte dal Gruppo Casa Optima a chi desidera assumere ruoli di leadership, in un contesto fondato su inclusione e meritocrazia.
Con una formazione STEM nata da una solida passione per le scienze e per la loro applicazione, Lara Marzia Stilla ha ricoperto incarichi di responsabilità crescente fino all’attuale ruolo di Plant Manager dello stabilimento produttivo di San Clemente.
In oltre dieci anni hai ricoperto ruoli molto diversi. Qual è stato il momento in cui hai capito che il tuo percorso stava prendendo una direzione di leadership?
Questi anni trascorsi in Casa Optima rappresentano un importante percorso di crescita di leadership, non credo quindi sia giusto parlare di un momento, piuttosto di un processo in divenire che prosegue tuttora, basato sull’ambizione di provare ad esercitare leadership trasformazionale, per farne valore all’interno dell’organizzazione tutta.
Ho ricoperto diversi ruoli con responsabilità sempre crescenti, che mi hanno dato l’opportunità di adattarmi al contesto e di acquisire sempre più attitudine a prendere decisioni con rapidità. L’aspirazione resta quella di adottare leadership puramente empatica, che valorizzi le persone e ne comprenda i bisogni, non orientata al singolo ma al Team, finalizzata alla realizzazione degli interessi della squadra e dell’intera Organizzazione.
Guardando indietro, nel passaggio da un ruolo tecnico ad uno più manageriale, quali sono le competenze che ti hanno accompagnata e quali quelle che hai dovuto costruire?
La mia formazione nasce dagli studi in Ingegnera Chimica, un percorso di ampio respiro internazionale e strettamente connesso al mondo industriale, pensato per sviluppare competenze trasversali utili ad affrontare problemi complessi e operare in contesti multidisciplinari.
La scelta di un percorso STEM è stata guidata da una profonda curiosità per le scienze, per la loro applicazione e per la ricerca delle cause che regolano i fenomeni quotidiani.
Questo approccio continua ad accompagnarmi nel lavoro di ogni giorno, insieme alle competenze che ho consolidato in Casa Optima: determinazione nel raggiungimento del risultato, capacità di gestire la complessità attraverso un pensiero multivariabile e leadership empatica, attitudini che ho coltivato nel tempo e che intendo sempre più consolidare.
Ogni crescita professionale si accompagna a delle sfide. Qual è stata la difficoltà più significativa che hai affrontato nel tuo percorso e cosa ti ha aiutata a superarla?
In Casa Optima ogni anno è ricco di nuove sfide, sempre più ambiziose, e chi ci lavora lo sa.
Di sicuro ricoprire un ruolo di gestione di una struttura così ampia e complessa rappresenta tuttora la mia sfida più importante, per la quale mi impegno assiduamente ogni giorno. Penso che tutto ciò rappresenti un ottimo esempio di valorizzazione e crescita che il Gruppo offre alle persone che vogliono distinguersi come leader a sostegno dei valori aziendali.
Quanto conta per te creare un ambiente di lavoro inclusivo per ottenere risultati sostenibili?
Il contesto inclusivo è fondamentale per contribuire, attraverso differenti prospettive, a formulare valutazioni più complete e meno soggette ad errori.
Team inclusivi favoriscono creatività e libertà di espressione, creando vantaggio competitivo e isolando sempre più forme di utilizzo del “pensiero unico” quale struttura del processo decisionale. Per un Plant Manager, credo che l’inclusività rappresenti un valore ancora più significativo: in un contesto operativo e produttivo è infatti veicolo di comunicazione efficiente, propensione al cambiamento e disponibilità ad adottare nuove procedure o tecnologie.
Essere oggi Plant Manager dello stabilimento di San Clemente significa anche essere un modello per altre donne con le tue stesse aspirazioni. Che messaggio vorresti trasmettere alle ragazze che entrano in azienda per costruire un percorso nel lungo periodo?
Iniziare un percorso in un contesto industriale storicamente visto come un ambiente con bassa percentuale di presenza femminile richiede determinazione e tanta curiosità, ma soprattutto richiede fiducia in sé stesse: mi piace sempre pensare che cresciamo diventando pronte, non il contrario!
Non occorre cambiare per essere accettate, è necessario piuttosto portare il proprio punto di vista per far evolvere il contesto in cui si opera, senza dover chiedere permesso, senza attendere un’autorizzazione implicita ma cercando opportunità, cercando mentori, chiedendo di essere coinvolte.
Il mondo industriale ha bisogno della nostra capacità di guidare con competenza ed empatia, di coniugare precisione a visione. Qualunque sia il ruolo da cui si parte, qualunque sia l’esperienza iniziale, decidiamo di meritare il posto che occupiamo e il diritto di crescere, imparare, di ambire ad assumere responsabilità crescenti per prendere parte alle decisioni, ricordandoci sempre che ogni passo compiuto oggi contribuisce ad aprire la strada a qualcun’altra dopo di noi.